Un incontro speciale per noi formatori del Centro: le testimonianze di chi ha conosciuto Don Puglisi per prepararci all’Unità di Apprendimento sulle mafie

Mercoledì 20 ottobre, abbiamo ascoltato la voce delle persone che hanno conosciuto Don Puglisi e che hanno raccolto la sua eredità: 

Gregorio Porcaro, vice parroco di Don Puglisi a Brancaccio,

Valentina Casella, volontaria della parrocchia San Gaetano di Brancaccio,

Pippi Salerno, mediatrice culturale di Libera il G(i)usto di viaggiare.

Attraverso i loro ricordi e le loro testimonianze possiamo avvicinarci con occhi e cuore diversi, più forti e riconoscenti, verso l’uomo che è stato Don Pino Puglisi e verso questa Unità di Apprendimento.

Iniziamo questo percorso che da un lato ci aiuta a capire che cosa è la mafia, dall’altro ci permette di acquisire nuove consapevolezze: “Non possiamo risolvere tutti i problemi, ma facciamo lo stesso qualcosa, se ognuno fa qualcosa e siamo in tanti, insieme possiamo fare tanto”, diceva Don Puglisi.

Fare qualcosa come Valentina, Pippi e Gregorio, che continuano ad essere la voce di tutti gli uomini e le donne che, lottando contro la mafia, hanno dato la loro vita per un mondo più giusto. 

L’incontro è stato organizzato per prepararci all’Unità di Apprendimento sulle mafie e sulla figura di Don Puglisi.

Capiamo l’importanza di affrontare questi temi con i nostri ragazzi, ricordando proprio le parole di Don Puglisi: "È importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell’uomo per soldi. Non ci si fermi però ai cortei, alle denunce, alle proteste. Tutte queste iniziative hanno valore ma, se ci si ferma a questo livello, sono soltanto parole. E le parole devono essere confermate dai fatti."